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18 Ottobre 2019

Ghezzi: le Camere di Commercio con nuovi servizi digitali al servizio delle imprese

Nel mondo dell’economia digitale 6 milioni di imprese e 10 milioni di imprenditori hanno bisogno di ridurre al minimo i tempi di accesso alle informazioni della loro impresa, e per questo servono strumenti, servizi e competenze digitali. Diffondere la cultura digitale d’impresa vuol dire fornire agli imprenditori informazioni utili per la loro operatività, favorendo un accesso facile, sicuro e veloce ai dati ufficiali sulla loro azienda sempre e ovunque. Le Camere di Commercio e InfoCamere hanno sposato questa missione con DIGITALmeet, lanciando tre webinair di 20 minuti circa dedicati ad altrettanti temi. Ecco quali:

1) Servizi digitali per le imprese e Identità digitale – SPID

  • I principi dei Servizi Digitali: mobile first – digital frist – security and privacy
  • Identità digitale SPID
  • SPID e i sistemi di autenticazione a valore legale per servizi PA
  • SPID usabilità e sicurezza
  • SPID in pratica
  • Il ruolo delle Camere di Commercio nel processo di diffusione delle Identità digitali

2) Il cassetto digitale dell’imprenditore – impresa.italia.it

  • Il punto unico d’accesso in mobilità alle informazioni della tua impresa
  • accesso sicuro e veloce con l’identità digitale
  • informazioni e documenti ufficiali, aggiornati in tempo reale
  • l’azienda sotto controllo: pratiche registro imprese
  • Fascicolo informatico di impresa
  • Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP)
  • Fatture elettroniche
  • Casi d’uso reali

3) DigitalDNA: l’identità digitale wireless per la tua impresa

  • il DNA digitale dell’impresa in un dispositivo wireles: DigitalDNA
  • identità digitale e servizi in un unico device e un unica APP
  • Dispositivo di ultima generazione per la firma digitale l’autenticazione con certificato CNS e/o SPID livelli 2 e 3
  • esperienza utente semplice intuitiva, in totale sicurezza
  • l’impresa sotto controllo anche in mobilità da smartphone e tablet
  • Casi d’uso

I webinair saranno online dal 26 ottobre, cioè dalla chiusura di DIGITALmeet. Un modo per dimostrare che l’alfabetizzazione digitale non si ferma con la fine del festival, ma continua tutto l’anno.

Paolo Ghezzi, Direttore Generale di InfoCamere, ricorda che “con impresa.italia.it, il cassetto digitale dell’imprenditore, le Camere di Commercio e InfoCamere hanno portato direttamente sullo smartphone dell’imprenditore, in modo gratuito, tutti i documenti ufficiali della sua impresa. Oggi oltre 420.000 imprenditori hanno la possibilità di gestire digitalmente in prima persona la propria creatura, per farla crescere nell’economia 4.0. Il cassetto digitale dell’imprenditore è una di quelle piccole rivoluzioni che hanno la capacità di ricostruire la fiducia verso la pubblica amministrazione, avvicinando gli imprenditori alla cittadinanza digitale e spingendoli ad utilizzare strumenti e tecnologie che possono renderli più competitivi“.
Paolo Fiorenzani, project manager di InfoCamere che coordina le molte iniziative a sostegno della digitalizzazione ricorda che “essere digitali oggi significa affrontare il mercato con strumenti, servizi e soprattutto processi veloci, semplici e trasparenti. Con la propria identità digitale e impresa.italia.it le Camere di Commercio offrono alle imprese un servizio concreto a costo zero, per dare impulso alla digital transformation e competere alla pari nel digitale abbattendo tempi e costi nell’accesso alle informazioni ufficiali della propria impresa.”

 


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17 Ottobre 2019

Grande accoglienza oggi all’Università di Verona per la seconda conferenza stampa di DIGITALmeet, che ha presentato gli eventi dell’edizione 2019 in collaborazione con l’ateneo scaligero nella splendida Biblioteca Vanzetti di Palazzo Giuliari. Diego Begalli, Delegato del Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini al Trasferimento della conoscenza e rapporti con imprese e territorio, ha illustrato il programma insieme a Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet. Con loro anche Marco Cristanini, curatore del Museo di Storia dell’Informatica, e tre ragazzi dell’Istituto Lavinia Mondin di Verona, che parteciperanno a un contest sul tema “Tecnologia e sostenibilità ambientale, sociale ed economica”. L’evento ha richiamato le principali testate locali (TeleArena, Telepace, L’Arena di Verona e il Corriere di Verona) e le telecamere di Univrmagazine. Begalli ha ricordato che l’Università di Verona supporta DIGITALmeet nelle iniziative “orientate alla formazione dei giovani, alla diffusione e promozione di una cultura della sostenibilità ambientale, economica e sociale e all’innovazione femminile”. Potti invece ha sottolineato che DIGITALmeet si rivolge “a un pubblico trasversale, cittadini di ogni età e imprese, grazie anche all’impegno e alla passione dei nostri Ambassador e ai tanti volontari di diverse scuole”.

 

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10 Ottobre 2019

I volontari entreranno in cinque Interspar di Veneto ed Emilia Romagna per diffondere pillole di alfabetizzazione digitale ai clienti dei supermercati

Sono tornati, e sono pronti a dispensare pillole di alfabetizzazione digitale. Loro sono i Digital Evangelist, i volontari di diverse scuole superiori che aiuteranno DIGITALmeet a raggiungere i cittadini nei luoghi della quotidianità per migliorare la loro confidenza con le nuove tecnologie. La settima edizione del più grande e diffuso festival italiano sul mondo del digitale, promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova, va in scena dal 22 al 27 ottobre con oltre 150 incontri in 16 regioni. Tra i tanti appuntamenti in agenda c’è anche quello con il collaudato format Io e il digitale – Tecnologia facile per tutti, che sabato 26 porterà i Digital Evangelist in cinque Interspar di Veneto ed Emilia Romagna per incontrare i clienti dei supermercati. L’elenco comprende i centri commerciali Ipercity di Albignasego (Padova), Le Brentelle di Sarmeola (Padova) e Adigeo di Verona, più i punti vendita di via dell’Industria a Bologna e di via Malpasso a Ferrara; le lezioni si svolgeranno anche a bordo di un truck, cioè di un camion attrezzato come una vera e propria aula didattica. La novità di quest’anno è che i volontari di #DM19 proporranno sia un corso base che un corso avanzato, con contenuti diversi in base alla preparazione dei clienti.
Il corso base comprende tre “moduli” sugli smartphone senza segreti, la privacy online e il rispetto nella rete: il primo insegna come avviene la connessione ad internet, cos’è un’app e come si scarica, quali sono le app fondamentali, come funzionano i comandi vocali e in che modo lo smartphone consente di creare un collegamento tra mondo digitale e reale; il secondo spiega come acquistare in sicurezza, come riconoscere ed evitare le “insidie” della rete, e come gestire i social network nel rapporto genitori-figli; il terzo infine serve a capire perché bisogna essere responsabili del nostro comportamento anche online, quanto è importante essere corretti e coerenti anche nell’ambiente digitale, come riconoscere le fake news e gli account falsi, e come proteggere i propri dati sensibili.
I tre “moduli” del corso avanzato riguardano Google Maps, Google Drive e la coppia Facebook-Instagram: il primo insegnerà come impostare l’indirizzo di casa e di lavoro, come impostare e avviare la navigazione per ottenere tempi di percorrenza, modificare il mezzo di trasporto utilizzato e visualizzare offline una mappa, come funziona la visualizzazione in 3D e Street View, e come utilizzare l’Assistente Google durante la navigazione; il secondo spiegherà come iniziare ad utilizzare Google Drive per creare e modificare file di Documenti, Fogli e Presentazioni Google, come caricare cartelle e documenti già esistenti, come condividere file e cartelle, impostare le modalità di condivisione e trasferire la proprietà di un file a un’altra persona; il terzo, infine, indicherà come creare un post, un album fotografico e caricare un video su Facebook, come caricare foto, utilizzare filtri e creare album su Instagram, e come creare stories su entrambi i social network.

La sfida di oggi è quella di essere al passo con i tempi, velocissimi e digitalizzati, che aumentano in maniera esponenziale le possibilità e il know-how delle persone e anche delle organizzazioni – commenta Marco Marchetti, responsabile dell’Ufficio Digital Marketing ed Eventi di Aspiag, concessionario del marchio Despar per il Nordest Noi di Despar siamo orgogliosi di supportare il #DM19, perché condividiamo in pieno quella spinta alla digitalizzazione e all’innovazione che ne è alla base. In particolar modo ci piace il progetto di alfabetizzazione digitale, perché permette di essere vicini alle persone, coinvolgendole e non lasciando indietro nessuno. Quest’anno, inoltre, ci lega anche il tema della sostenibilità, valore per noi di fondamentale e quotidiana importanza. Il sostegno a eventi innovativi come questo – conclude Marchetti – è per noi di Despar un modo per dare un contributo concreto alla comunità e per essere una presenza non solo commerciale, ma anche di qualità, nel territorio in cui operiamo”.


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9 Ottobre 2019

L’Istituto Salesiano di Venezia e il Centro di ricerca dell’Università di Padova in prima linea con #DM19 nella sfida dell’alfabetizzazione digitale

Con i suoi 150 partner, quella di DIGITALmeet si presenta a tutti gli effetti come una grande famiglia. A questo contesto dinamico, trasversale e stimolante ora si aggiunge anche l’Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE), il più importante istituto digitale del Nordest. Gestito dall’Istituto Universitario Salesiano, lo IUSVE è aggregato alla Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana di Roma; i suoi studenti possono conseguire i titoli di Baccalaureato (Laurea Triennale) e Licenza (Laurea Magistrale) negli indirizzi di psicologia, pedagogia e comunicazione. A spiegare il senso dell’accordo con la settima edizione del più grande e diffuso festival italiano sull’alfabetizzazione digitale, promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova, è Nicolò Cappelletti, Responsabile Corporate Relations di IUSVE, Dipartimento di Comunicazione: «La collaborazione fra IUSVE e DIGITALmeet conferma l’impegno e la volontà della nostra istituzione universitaria di avvicinarsi al territorio e alla promozione di una cultura, come quella del digitale, che diviene sempre più importante per imprese, cittadini e istituzioni. Un’opportunità di grande valore che si riflette sui nostri studenti, che potranno mettere in campo la loro professionalità e vivere questa settimana come momento di riflessione sull’importanza del digitale non solo in termini professionali, ma in primis come dimensione sociale e culturale».

Accanto alle novità ci sono anche le conferme. In questo senso, #DM19 rinnova la partnership con HIT, lo Human Inspired Technology Research Center dell’Università di Padova, che comprende oltre 70 ricercatori e scienziati di 9 dipartimenti. Il personale di HIT studia a livello internazionale la relazione tra persone e nuove tecnologie, progetta ambienti di vita intelligenti, lavora con simulatori virtuali e neurotecnologie cognitive, esplora l’uso dell’intelligenza artificiale nell’ambito della salute e dell’accessibilità, investiga sui segreti della comunicazione on-line e del digital marketing, elabora infinite soluzioni di design per interfacce innovative, pianifica i luoghi di lavoro del futuro e sistemi di training e formazione basati sui computer; la collaborazione con #DM19 si traduce nell’incontro BRAINS meet DIGITAL ENTERPRISES, che andrà in scena martedì 22 ottobre all’Orto Botanico di Padova e proporrà anche la seconda edizione di HIT-DIGITALmeet Young Researcher Award. La presentazione è affidata alle parole del Professor Luciano Gamberini, Fondatore e Direttore dello HIT: Questi eventi sono una grande occasione d’incontro, per i giovani ricercatori che hanno modo di presentarsi a prestigiose aziende e ad altri ricercatori, per le aziende che possono incontrare i migliori talenti, per tutti quelli che sono interessati a vedere cosa succederà nel prossimo futuro. In un clima di grande interdisciplinarietà, creatività e apertura ai temi dell’innovazione a 360° aspettiamo i nostri partner e gli ospiti più curiosi e motivati per affrontare assieme, con l’Università di Padova, il Centro HIT, i Corsi di Dottorato e i Dipartimenti aderenti, tutte le sfide che il futuro digitale ci riserva”.

DIGITALmeet poi continua fino al 27 ottobre, con oltre 150 eventi in 16 regioni.

 


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8 Ottobre 2019

Il festival di Fondazione Comunica e TAG Padova torna dal 22 al 27 ottobre

Edizione internazionale, con un occhio di riguardo alla tutela dell’ambiente

Grande attesa per la lectio magistralis di Subrahmanian e l’Italy-China Tech Forum

Gran finale dentro l’aeroporto di Linate e poi con il CSV per i 50 anni di Arpanet

Padova, 8 ottobre 2019 – Alfabetizzare. È questa, di nuovo e con più forza, la parola d’ordine di DIGITALmeet 2019: la settima edizione del festival diffuso sul mondo dell’alfabetizzazione digitale più grande d’Italia, organizzata da Fondazione Comunica e Talent Garden (TAG) Padova con il patrocinio dell’Università di Padova e la main partnership di un istituto bancario orientato all’innovazione come Crédit Agricole FriulAdria, va in scena da martedì 22 a domenica 27 ottobre, per un programma che propone oltre 150 incontri (tutti gratis) in 16 regioni e si estende per la prima volta nell’arco di 6 giorni. L’altra novità arriva dalla partnership con la RAI, che aiuterà DIGITALmeet a divulgare il suo messaggio nelle case degli italiani grazie alla copertura capillare delle sedi regionali. Il festival, rappresentato dall’hashtag #DM19 e dal consueto slogan Scopri, Usa, Crea, Sogna, aprirà nuovamente le porte alle proposte bottom-up lanciate dalle comunità digitali dei territori, ma ospiterà anche i grandi eventi con gli esperti del settore e le digistar.

Scarica il Comunicato Stampa


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7 Ottobre 2019

La tv pubblica diventa media partner del grande festival di Fondazione Comunica e TAG Padova

Potti: “Un dato importante, che dimostra la nostra crescita e valorizza il nostro lavoro”

Importante novità per DIGITALmeet, il più grande e diffuso festival italiano sulla cultura digitale, che torna con la settima edizione dal 22 al 27 ottobre. Per la prima volta, infatti, l’evento promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden (TAG) Padova potrà contare sulla copertura mediatica della RAI. La partnership con viale Mazzini riguarda Radio 2 (che assume la veste di radio ufficiale del festival) e le redazioni Tgr dei territori coinvolti dalle iniziative di #DM19. Venerdì 18, inoltre, RAI Parlamento seguirà la conferenza stampa di presentazione del festival in programma a Palazzo Madama. Per DIGITALmeet, un aumento di visibilità esponenziale: “Il supporto della RAI indica un dato inconfutabile, e cioè la crescita del festival su tutto il territorio nazionale – commenta Gianni Potti, Presidente di Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet – Gran parte dei nostri eventi nascono dal basso, e la collaborazione con le redazioni Tgr rispecchia bene questa filosofia bottom-up. Avere un partner così prestigioso è un dato istituzionale importante, che valorizza il grande lavoro di tante persone che sono la vera anima di DIGITALmeet, dai volontari agli ambassador, passando per i membri del comitato scientifico”.

Il tema principale di #DM19 è il digitale, la robotica e la fabbrica esperienziale per avvicinare il pubblico più vasto alle tecnologie digitali avanzate. Inoltre, il digitale verrà arricchito con un’esigenza e priorità nazionale, europea e globale: quella dell’eco-sostenibilità.

Nell’edizione 2018 DIGITALmeet ha ospitato 152 eventi con 320 speaker e 21 mila presenze in 16 regioni: non solo in tutto il Nordest (Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Trentino-Alto Adige), ma anche Emilia Romagna e dal 2017 anche in Piemonte, Abruzzo, Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia.


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4 Ottobre 2019

DIGITALmeet, prende forma la Digital Beer
nata dall’incontro tra innovatori e studenti dell’Accademia delle Professioni

La birra “digitale” sarà presentata e distribuita durante il festival

 

Padova, 3 ottobre 2019 – Digitale e luppolo, un binomio che si conferma vincente: è questo il messaggio lanciato da “Digital Beer”, l’evento promosso da DIGITALmeet in collaborazione con Accademia delle Professioni DIEFFE.

Da una parte il più grande e diffuso festival italiano sul mondo del digitale, promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova, che torna con la settima edizione dal 22 al 27 ottobre; dall’altra il polo didattico di riferimento per la formazione e l’aggiornamento professionale con sede a Noventa Padovana. DIGITALmeet ha portato una decina di ospiti tra innovatori del territorio e giornalisti negli spazi dell’Accademia, dove il Docente e Birraio Stefano Bisogno li ha guidati nell’ideazione di una birra “digitale” che sarà prodotta dagli allievi che frequentano i corsi di studi sulla produzione e degustazione della Birra Artigianale, fiore all’occhiello dell’Accademia delle Professioni che ha fondato Accademia Birrai Artigiani.

Dopo l’introduzione, l’incontro prosegue con una panoramica sui diversi stili e le diverse tipologie di birra curata dal Docente. Quindi è partita la degustazione, seguita da una discussione sulla birra più coerente con lo stile del gruppo. Infine gli ospiti hanno ragionato sulla grafica, progettata dagli studenti dei corsi di Web Graphic Design e Web Marketing.

Ora c’è grande attesa per vedere quale sarà il risultato. Per scoprirlo e degustare la Digital Beer, non resta che partecipare a DIGITALmeet.

 

Accademia delle Professioni DIEFFE
Accademia delle Professioni DIEFFE si è affermata nel corso degli anni come Polo Didattico di riferimento per l’Italia e per l’estero nei settori Food&Beverage e Tech&Digital. In qualità di Ente di Formazione riconosciuto e accreditato presso Ministero dell’Istruzione e Regione Veneto, opera con competenza in 3 settori:

Istruzione Scolastica | 4 Centri di Formazione Professionale rivolti a ragazzi in obbligo scolastico (13-16 anni) in Veneto e un Istituto Superiore Paritario di Enogastronomia a Padova. Circa 1000 studenti all’anno.

Accademia delle Professioni | Formazione professionale negli ambiti Food&Beverage e Tech&Digital dedicata agli adulti (+18 anni) che desiderano riqualificarsi rispetto al mercato del lavoro. Circa 1800 allievi all’anno nelle 7 sedi di Veneto, Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia.

Servizi alle Aziende | Accanto a istruzione, formazione professionale e accompagnamento al lavoro, DIEFFE concentra le proprie attività sui Servizi di Formazione Continua e Consulenza per l’Impresa, con un team dedicato di Professionisti Senior.

Infine, ospita nelle proprie sedi – distribuite nelle province di Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Verona, Bologna e Pordenone – le più prestigiose Associazioni di Categoria, come Federazione Italiana Cuochi, Associazione Italiana Barman e Sostenitori.

 


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16 Settembre 2019

Un anteprima davvero strepitosa!  Qualche sera fa a Padova, il Presidente di Fondazione Comunica ha incontrato uno degli ospiti internazionali di questa settima edizione di DIGITALmeet: il prof. V.S. Subrahmanian.

V.S. Subrahmanian è Professore presso il Dartmouth College di Cybersecurity, Technology and Society presso il Dartmouth College. Prima di entrare a far parte di Dartmouth, è stato professore ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell’Università del Maryland . Ha ricoperto per oltre 6 anni, la carica di direttore del Institute for Advanced Computer Studies dell’Università del Maryland, dove ha co-fondato il Lab for Computational Cultural Dynamics e ha fondato il Center for Digital International Government. Il suo lavoro si colloca esattamente all’intersezione dell’analisi dei big data per una maggiore sicurezza, policy e esigenze aziendali.

Il Prof. Subrahmanian è stato relatore invitato alle Nazioni Unite, a Capitol Hill, alla Borsa di Mumbai e in numerosi altri prestigiosi forum.

Il Prof. Subrahmanian è uno dei leader mondiali nel ragionamento logico con incertezza, logiche probabilistiche, logiche probabilistiche temporali e gestione di enormi database eterogenei con informazioni incomplete e incoerenti e database multimediali. Negli ultimi anni ha sviluppato metodi scalabili per applicare modelli probabilistici a un’ampia varietà di scenari del mondo reale. Ha creato il campo delle dinamiche culturali computazionali con una serie di nuovi metodi per analizzare i comportamenti dei gruppi terroristici e li ha applicati per fare previsioni e suggerire politiche per modellare i comportamenti di gruppi come Hezbollah, Lashkar-e-Taiba e Mujahideen. Da allora questi metodi sono stati applicati a una varietà di problemi, tra cui la previsione della stabilità delle nazioni, la previsione di violente proteste, la previsione di crisi bancarie sistemiche nei paesi, la diffusione del malware nei paesi, la previsione degli esiti dell’assistenza sanitaria e della produzione. In combinazione con l’analisi dei social network, questi metodi sono stati utilizzati anche per identificare i cattivi attori sui social media, prevedere la diffusione nei social media e suggerire metodi per influenzare i social network. Il Prof. Subrahmanian ha guidato il team che ha vinto la Sfida di rilevamento dei bot di influenza su Twitter di DARPA nell’ambito del programma SMISC ed è stato membro del team che ha vinto la Harvard Med School / SUNY Albany NGRID Challenge finanziata dal NIMH per quantificare automaticamente l’intensità dei sintomi psicologici nelle note cliniche . Il prof. Subrahmanian è uno dei leader mondiali nella progettazione, analisi e applicazione dell’analisi dei big data ai problemi del mondo reale, in modo che le decisioni ottimali possano essere prese da governi e aziende. Per quanto riguarda la sicurezza informatica, il Prof. Subrahmanian ha sviluppato alcuni dei primi algoritmi di elaborazione sicura delle query, framework di autenticazione flessibili, rilevamento del comportamento inspiegabile e rilevamento scalabile di minacce note. Il suo rapporto sulla vulnerabilità informatica globale, pubblicato a gennaio 2016, caratterizza il rischio cibernetico di 44 paesi studiando i dati su oltre 44 host all’anno in 2 anni su 20 miliardi di report di telemetria e malware.

Vi aspettiamo numerosi il 25 ottobre a Padova per la sua lectio magistralis!


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6 Settembre 2019

Luca Giuman, 57 anni veneziano, è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Datasoil, startup innovativa nel campo  dell’intelligenza artificiale e nella consulenza per l’avvio di progetti di open innovation. Interessato all’universo delle startup digitali, è stato nel board costituente di molte startup, dopo aver operato sino al 2015 nel management di aziende produttrici di prodotti e servizi.

Membro del Comitato Scientifico di DIGITALmeet sin dalla sua prima edizione, è stato Vice Presidente della sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Padova sino a giugno di quest’anno e ora è membro del direttivo della sezione per Assindustria Veneto Centro.

Dal 2012 è membro esterno del Gruppo di Accreditamento e Valutazione (GAV) del Corso di Studi in Informatica dell’Università di Padova e dal 2014 uno dei Mentor/Founder del Coderdojo di Padova (laboratorio di programmazione gratuito per bambini e ragazzi dai 5 anni in su).

 

1) Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Ricordo ancora i dischi per computer sopra l’armadio in camera di mio padre: 5 chili per 180.000 caratteri. Ricordo ancora le macchine per perforare le schede per “istruire un computer” al Centro di Calcolo dell’Università. Credo che questo significhi, oltre all’età, che il digitale mi ha influenzato ben prima della mia entrata nel mondo professionale. È un universo che ho cominciato a esplorare sin dai suoi esordi e ancora oggi, che indubbiamente mi ha permesso di abbreviare la dimensione spaziale, dandomi la possibilità di interagire con team geograficamente distribuiti senza dovermi spostare fisicamente, e la dimensione temporale, favorendo la libertà di scegliere quando lavorare oltre a concedermi la gestione di un numero di informazioni sempre più vasto. Non so cosa altro mi permetterà di fare in futuro.

 

2) Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Grazie a un ripensamento di prodotti, modelli di business e filiere logistiche la cosiddetta Economia Circolare consente di raggiungere una serie di vantaggi come l’aumento dell’efficienza energetica, con l’estensione della vita utile di prodotti, componenti e materiali e con il recupero di un valore a fine ciclo: diversamente dal modello tradizionale, qui il concetto di “fine vita” semplicemente non esiste. L’Economia Circolare è in grado di creare valore mediante tre diverse modalità: aumento del tasso di utilizzo dei prodotti e la loro efficienza in generale, grazie all’erogazione di servizi avanzati in grado di spostare il focus dal consumo all’utilizzo; estendendo la vita utile di prodotti, componenti e materiali, attraverso l’erogazione di servizi di assistenza, riparazione e manutenzione; recuperandone a fine ciclo il valore residuo, grazie al ricondizionamento (recupero prodotti), al disassemblaggio e riassemblaggio (recupero componenti) e al riciclaggio (recupero materiali).

 

3) Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?

In una giornata piovosa, i due monaci zen Tanzan ed Ekido stavano camminando lungo una strada molto fangosa. Passando vicino ad un villaggio incontrarono una giovane donna che cercava di attraversare la strada, ma c’era così tanto fango che avrebbe rovinato il suo bellissimo kimono di seta. Tanzan senza pensarci due volte la prese in braccio e la portò dall’altra parte. I monaci proseguirono in silenzio. Cinque ore dopo, nelle vicinanze del tempio che li avrebbe ospitati, Ekido non fu più capace di trattenersi. “Perché hai portato quella ragazza al di là della strada”. Tanzan gli rispose “Io ho deposto la ragazza a terra ore fa, tu la stai ancora portando.” In un modo simile al monaco della storia che ti ho appena raccontato molte persone non sono consapevoli di cosa accade nella loro vita quotidiana usando il digitale, delle azioni che fanno e di come esse condizionino in modo più o meno positivo le proprie scelte, decisioni e comportamenti quotidiani.

 

 


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2 Settembre 2019

Antonella Candiotto, imprenditrice di seconda generazione, assume il ruolo di Direttore Generale dell’azienda di famiglia, Galdi, nel 2010 all’età di 38 anni. Nel 2013, viene eletta presidente del Gruppo Metalmeccanico di Unindustria Treviso, oggi Assindustria VenetoCentro e dal 2014 riveste la carica di vicepresidente con delega alle Relazioni Industriali dell’Associazione.

Dopo un Master in Marketing e Comunicazione presso Unisef e la partecipazione ad un programma di sviluppo imprenditoriale organizzato da SDA Bocconi, continua ad ampliare il suo percorso formativo in ambito strategico e gestionale, introducendo in azienda le logiche della Lean Manufacturing e una cultura orientata alla crescita non solo dei numeri ma anche delle persone.

Il passato sportivo, come insegnante di educazione fisica, la stimola a lavorare in team e a coinvolgere i collaboratori allenandoli a superare sistematicamente i propri limiti, alzando ogni giorno l’asticella delle proprie competenze e performance.

1) Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Sono alla continua ricerca di problemi da risolvere e miglioramenti da applicare, ai processi come  alla vita quotidiana delle persone, la tecnologia ed il digitale mi aiutano in questo. Li reputo strumenti utili che permettono di fare salti enormi di qualità, in tempi brevissimi, talvolta cambiando radicalmente le prassi in uso.

Un esempio su tutti è il Fax, che ora sembra preistoria, ma quando ho iniziato a lavorare l’ e-mail era ancora poco utilizzata e la rete instabile, ma soprattutto lenta, per connettersi con il modem ci si impiegava un’eternità. Le cose importanti, come i contratti o gli ordini arrivavano esclusivamente via fax. Si leggevano male, e poi erano poco personali (ce n’era uno per tutta l’azienda). Se eri fuori ufficio per lavoro o te li leggeva qualcuno al telefono oppure dovevi farteli mandare in hotel.

E’ stata comunque una rivoluzione per l’epoca, il primo passo verso il “real-time” della comunicazione.

Oggi comunicare è molto più veloce e diretto, basti pensare a whatsapp e ai social, sei sempre connesso dentro e fuori dall’ufficio, il luogo in ti trovi non è più un limite. Inoltre la comunicazione è molto più personale e democratica, ci metti la faccia e quando non dai un servizio, o ti comporti scorrettamente, ti criticano pubblicamente. Le informazioni e la reputazione di una persona o di un brand sono accessibili a tutti.

La trasparenza accelera e migliora il livello di servizio, è un incentivo a lavorare meglio.

2) Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Il digitale e la tecnologia possono fare molto se abbinati a buon senso e rispetto per chi verrà dopo. Ognuno di noi è responsabile di ciò che lascia in eredità agli altri, quindi sono l’educazione e la cultura del rispetto a fare la differenza. Possiamo creare sistemi di controllo sofisticati a prova di stupido, ma vorrebbe dire aver rinunciato ad educare, non credere nel genere umano.

L’ambizione di migliorare il luogo in cui viviamo sembra essere la priorità della nuova generazione,  che è cresciuta con una sensibilità e cultura sul tema superiore alla nostra. Ma è ora di dare il buon esempio. Ridurre gli sprechi di cibo, le immissioni inutili di CO2, il consumo di acqua, i viaggi inutili, i rifiuti, sono azioni che dobbiamo fare ora, senza delegare ad altri.

Essere persone, cittadini, imprenditori responsabili ma evoluti, capaci di sfruttare il digitale e le nuove tecnologie per raggiungere obiettivi che migliorano la qualità della vita delle persone nel lungo periodo.

Come? sfruttando l’accesso alle informazioni ad esempio, imparando dagli altri e diffondendo le buone pratiche per creare cultura e stimolare le persone a sperimentare nuove abitudini più sostenibili. E’ fondamentale diffondere un senso di urgenza che attivi una competizione virtuosa che motiva le persone a raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi di riduzione di impatto ambientale, sfruttando le nuove tecnologie e migliorando l’attuale qualità della vita.

Inoltre la tecnologia aiuta a governare meglio i processi industriali e le macchine nell’ottica di migliorarne la gestione ed aumentarne l’efficienza. Esistono sistemi di monitoraggio che aiutano ad individuare gli sprechi analizzando il comportamento e le performance degli stessi, migliorandone l’esperienza d’uso e creando una maggiore consapevolezza di impatto ambientale. E dalla consapevolezza nascono le azioni che orientano i comportamenti virtuosi e responsabili.

3) Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?  

L’anno scorso mio figlio ha iniziato la scuola media, la nuova scuola ha il registro elettronico, un’applicazione in cui i professori condividono contenuti e video commentati da loro e tutte le comunicazioni ci vengono inviate via mail. Hanno una lavagna elettronica che permette al docente di interagire in maniera incisiva, sottolineando mentre spiega e condividendo presentazione, immagini e contenuti extra.

Provenendo da una scuola elementare classica e poco digitale, abbiamo notato una bella differenza e ne siamo stati piacevolmente sorpresi.

Quest’anno farà un corso di robotica per ragazzi dove gli insegneranno a programmare con un metodo semplice che funziona a simboli.  Lui ne è entusiasta e pure noi genitori lo siamo. Siamo felici che lui apprenda cose nuove che lo stimolano a crescere…e indirettamente impariamo pure noi!

Non si tratta di prassi costose e tecnologie inaccessibili, tutte le scuole dovrebbero avere più fondi da investire in strumenti, competenze e nuove metodologie che sostengono l’educazione digitale dei ragazzi e di conseguenza anche delle famiglie.