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7 Aprile 2026

DIGITALmeet Storie di Successo
Dalla startup agli ecosistemi: costruire tecnologia scalabile tra AI, dati e mercati globali
La storia di Gianpaolo Ferrarin, CEO di Eggon

Martedì 14 aprile 2026 alle ore 13.00
Webinar su Zoom

Storie di Successo è la nuova rubrica di DIGITALmeet che porta sul palco digitale testimonianze di imprenditori e professionisti che hanno applicato innovazione digitale a diversi settori professionali. L’obiettivo degli incontri è incentivare le aziende a pensare a soluzioni innovative e promuovere lo sviluppo di nuove competenze tra i cittadini.

Gianpaolo Ferrarin è un imprenditore tech padovano, CEO e co-fondatore di Eggon, software house innovativa nata nel 2015 con focus su app native iOS/Android, AI e trasformazione digitale
Da software house specializzata in app mobile, a player multisettore, oggi Eggon opera in quattro aree ben precise: Digital Health, Gaming / AR e VR, IoT, Fintech.
Eggon presenta idee e progetti in cui la tecnologia è sempre al servizio delle persone e delle aziende, per trovare risposte semplici alle esigenze e alle domande con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno.

Durante il webinar esploreremo cosa significa costruire tecnologia davvero scalabile, come si passa da startup a ecosistema e quali competenze servono oggi per muoversi tra AI, dati e mercati internazionali. Un’occasione per capire da vicino cosa succede quando innovazione e execution vanno nella stessa direzione.

Conduce e modera Luca Giuman, CEO di SerenDPT Società Benefit

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30 Marzo 2026

DIGITALmeet Storie di Successo
Dalla fabbrica al prodotto: come trasformare problemi industriali in soluzioni scalabili
La storia di Carlo Pasqualetto, Co fondatore e CEO di AzzurroDigitale

Martedì 7 aprile 2026 alle ore 13.00
Webinar su Zoom

Storie di Successo è la nuova rubrica di DIGITALmeet che porta sul palco digitale testimonianze di imprenditori e professionisti che hanno applicato innovazione digitale a diversi settori professionali. L’obiettivo degli incontri è incentivare le aziende a pensare a soluzioni innovative e promuovere lo sviluppo di nuove competenze tra i cittadini.

In un contesto in cui la trasformazione digitale è sempre più centrale per la competitività delle imprese, capire come nasce e si sviluppa un’innovazione di successo diventa fondamentale.

In questo webinar entreremo dentro la storia di AzzurroDigitale, realtà nata in Veneto con l’obiettivo di portare la digitalizzazione nelle fabbriche e diventata oggi un punto di riferimento nel settore. Insieme a Carlo Pasqualetto scopriremo come un problema reale — la gestione della forza lavoro — si sia trasformato in una soluzione scalabile e in un caso di successo internazionale.

Conduce e modera Luca Giuman, CEO di SerenDPT Società Benefit

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19 Marzo 2026

La nuova frontiera del digitale: tra telemedicina e la nuova gestione del paziente

La sanità sta cambiando, e il digitale ne è il motore.
Nel webinar “La nuova frontiera del digitale: tra telemedicina e la nuova gestione del paziente” esploreremo come le tecnologie stiano trasformando il rapporto tra medico e paziente, ridefinendo tempi, modalità e qualità della cura.
Dalla visione di sistema del Servizio Sanitario Nazionale alle applicazioni cliniche più avanzate, analizzeremo opportunità e criticità della telemedicina: gestione dei dati, monitoraggio a distanza, impatto sull’organizzazione sanitaria e sulla relazione umana.
Ne discuteranno il prof. Vincenzo Baldo, Professore Ordinario in Igiene Università degli Studi di Padova e il dott. Maurizio Del Greco, Direttore dell’U.O. Cardiologia ad indirizzo Elettrofisiologia presso l’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto, in un confronto tra sanità pubblica e pratica clinica, per capire cosa sta già cambiando, e cosa cambierà nei prossimi anni.
Un appuntamento per professionisti della salute, innovatori e chiunque voglia comprendere il futuro della medicina.

Evento in collaborazione con Abbott.

Per info e iscrizioni clicca QUI


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16 Marzo 2026

DIGITALmeet Storie di Successo
Oltre il marketing: quando tecnologia e strategia cambiano il business
La storia di Victor Vassallo, Managing Director di Making Science Italia

Martedì 31 marzo 2026 alle ore 13.00
Webinar su Zoom

Storie di Successo è la nuova rubrica di DIGITALmeet che porta sul palco digitale testimonianze di imprenditori e professionisti che hanno applicato innovazione digitale a diversi settori professionali. L’obiettivo degli incontri è incentivare le aziende a pensare a soluzioni innovative e promuovere lo sviluppo di nuove competenze tra i cittadini.

La storia di Victor Vassallo, Managing Director di Making Science Italia

Martedì 31 marzo aprirà la rubrica Storie di Successo Victor Vassallo, Managing Director di Making Science Italia. Pioniere del digitale con oltre 25 anni di esperienza, Victor ha fondato Omniaweb nel 2000, trasformandola in un punto di riferimento per il mercato italiano prima dell’integrazione nel gruppo internazionale Making Science. Esperto di strategie data-driven e trasformazione digitale, oggi guida le aziende nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale, con un focus concreto sull’ottimizzazione dei processi e la generazione di valore misurabile.

La sua idea di innovazione non riguarda solo la tecnologia, ma un metodo basato sui dati e sulle performance. Promuove una trasformazione digitale pragmatica, cioè usare il digitale per risolvere i problemi reali delle aziende. Oggi integra anche l’Intelligenza Artificiale nei processi per migliorare efficienza e risultati.

Una storia di innovazione, passione, intelligenza artificiale e visione al futuro.

Conduce e modera Luca Giuman, CEO di SerenDPT Società Benefit

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12 Febbraio 2026

Cosa fareste se a un colloquio di lavoro per una posizione per la quale vi siete candidati invece che con una persona vi trovaste a parlare con un’IA? In Italia sempre più aziende fanno affidamento ai recruiter AI per la selezione dei candidati.

Tuttavia, se da un lato l’IA offre una maggiore efficienza nei processi e innovazione, dall’altro solleva importanti questioni etiche legate a trasparenza, equità e responsabilità. Se non governata correttamente, infatti, può amplificare discriminazioni già esistenti, in particolare di genere.

Secondo uno studio condotto dall’Università della Calabria e dal Politecnico di Bari, i dati e i modelli utilizzati dagli algoritmi non sono neutrali, ma possono riflettere bias umani se chi li progetta non presta particolare attenzione. Per questo motivo è fondamentale una leadership consapevole e una supervisione umana continua, in modo da assicurare equità, spiegare le decisioni prese dall’IA e prevenire effetti discriminatori.

L’uso dell’IA nelle aziende è ancora relativamente limitato rispetto alla consapevolezza del suo potenziale. Per questo, è necessaria formazione specifica e regole chiare. Se ben implementata, l’IA può rendere le aziende più inclusive e aiutare a valorizzare i talenti, senza però sostituire completamente i recruiter umani. In sintesi, l’IA può migliorare il lavoro delle risorse umane, ma occorre prestare attenzione a non creare nuovi problemi etici o discriminazioni.

Accanto a questa analisi teorica, esperienze pratiche mostrano le sfide dell’IA nella selezione del personale. Una giornalista di Vanity Fair racconta la sua esperienza di colloquio con un avatar di IA chiamato Lucy, sviluppato da un’azienda di HR. Lucy pone domande, ascolta le risposte e assegna un punteggio, ma manca di empatia e comprensione del contesto sociale: non coglie emozioni, toni o segnali non verbali. L’interazione risulta spesso meccanica tanto da diventare frustrante, e il candidato riceve alla fine una valutazione impersonale, piuttosto che un feedback significativo.

Questa esperienza mette in evidenza come l’IA, pur efficiente, possa perdere quegli aspetti umani che sono fondamentali nei processi di recruiting, come l’intuito, la chimica personale e le competenze relazionali. In pratica, il colloquio con IA può risultare freddo e insoddisfacente, sottolineando la necessità di un equilibrio tra tecnologia e supervisione umana.

In conclusione, l’IA sta entrando rapidamente nei processi di selezione e nei colloqui di lavoro, offrendo nuove possibilità ma anche sfide etiche e umane significative. Il futuro del recruiting richiederà quindi non solo competenze tecnologiche, ma anche consapevolezza dei limiti e dei rischi dell’intelligenza artificiale.


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21 Novembre 2025

La sesta edizione di Startup Marathon, il contest promosso da Area Science Park, UniCredit Start Lab e Fondazione Comunica, si è conclusa giovedì 20 novembre, con un evento ospitato nella sede UniCredit di Milano. Dodici le finaliste selezionate da una giuria di imprenditori, investitori ed esperti del settore, a partire da una rosa quasi 60 startup e pmi innovative iscritte al contest da incubatori, acceleratori, centri di ricerca e università di tutta Italia.

I vincitori

Attive in settori a forte trazione deep tech come le biotecnologie e l’healthcare, le tecnologie industriali avanzate, la sostenibilità ambientale, la cybersecurity e l’economia circolare, le dodici startup si sono contese i premi messi in palio dagli organizzatori, tra cui l’accesso alla piattaforma di business UniCredit Start Lab e la preselezione alla missione nazionale al CES di Las Vegas.
Ad aggiudicarsi la vittoria finale è stata la startup pisana CDC Studio, supportata da Murate Idea Park, realtà fiorentina nata negli antichi spazi dell’ex carcere delle Murate che lavora per mettere in collegamento risorse umane e idee di business, fornendo formazione e mentoring per creare e diffondere cultura d’impresa e promuovendo percorsi di incubazione.

CDC Studio lavora nell’ambito della circular economy, sviluppando soluzioni per il recupero degli scarti tessili. Ogni anno l’industria del fashion smaltisce 92 milioni di tonnellate di rifiuti, con un tasso di riciclo dell’1%. La startup fondata da Cristina Di Carlo ha sviluppato Miktòs, una tecnologia che trasforma questi scarti (fibre ma anche abiti invenduti o dismessi) in un polimero estrudibile, compatibile con le principali tecnologie di stampaggio, utilizzabile settori come l’arredamento, calzature, edilizia, automotive. Il polimero può essere riutilizzato nuovamente nel processo di recupero iniziale, rendendolo un esempio di materiale riciclabile all’infinito. La startup ha anche sviluppato Cōēo, un rivestimento per rendere impermeabili e antivento i capi realizzato recuperando e riutilizzando imballaggi in plastica.

CDC Studio si è anche aggiudicata il premio come migliore startup a maggioranza femminile, che garantisce la partecipazione al programma di internazionalizzazione BoostHerUp, promosso da Area Science Park.

Al secondo posto si è classificata GeneSys Bio, startup viterbese supportata da Almacube, l’incubatore dell’Università di Bologna e Confindustria Emilia Area Centro.

GeneSys Bio ha sviluppato un dispositivo con kit liofilizzati pronti all’uso che fornisce identificazione di patogeni e antibiotico-resistenze in meno di un’ora. Il modello di business prevede dispositivi in comodato d’uso gratuito con entrate ricorrenti da kit in abbonamento per cliniche, case di cura, studi medici e farmacie. L’azienda ha depositato un brevetto con altri due in arrivo e prevede il lancio di un kit veterinario entro la metà del 2026, seguito da kit umani.

Classificata al terzo posto la torinese NanoMuG, supportata dall’incubatore 2i3T dell’Università di Torino. NanoMuG ha sviluppato i mucosomi, nanoparticelle ispirate al muco naturale che incapsulano e rilasciano sia piccole molecole che proteine, per la somministrazione di farmaci avanzati come quelli a base di RNA, peptidi e proteine. L’azienda ha validato l’efficacia in vitro e la sicurezza in vivo, depositato due brevetti e lavora per avviare il licensing entro il 2027.

A tutte le startup finaliste e alle loro organizzazioni di supporto, infine, è stato riconosciuto un accesso privilegiato all’Executive MBA in Business Innovation realizzato dal MIB Trieste School of Management. UniCredit Start Lab ha inoltre assegnato un premio speciale alla startup Cyber Evolution, di Ascoli Piceno, supportata da Gellify.

Non solo il contest: l’edizione 2025 ha confermato anche il programma Open Innovation B2B, che ha sfidato le startup e le Pmi innovative a rispondere a precisi bisogni di innovazione indicati dalle aziende corporate partner dell’iniziativa, che presenteranno loro nelle prossime settimane.

Gianni Potti, presidente di Fondazione Comunica e founder di DIGITALmeet, sottolinea: «Tante startup in gara, tante imprese e investitori partecipanti: questo conferma l’interesse per una formula vincente, quale Startup Marathon, per chi vuole investire nell’innovazione. Un’occasione imperdibile, ormai uno dei principali appuntamenti italiani del settore, in perfetta sintonia con i luoghi dell’innovazione: incubatori, acceleratori, parchi scientifici e tecnologici e Università; per valorizzare e far crescere le migliori idee imprenditoriali italiane, per dare sostegno a tanti progetti che rischierebbero di esaurirsi se non sostenuti da solide organizzazioni dell’innovazione».


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11 Novembre 2025

Impianti sportivi – Gestione e Finanziamenti Attuali. Opportunità per Enti Locali e Operatori Sportivi

Corso “Pratiche Burocratiche per lo sport” – Evento in presenza

Sabato 22 novembre si terrà l’evento dedicato alla gestione degli impianti sportivi, inserito nel corso Pratiche Burocratiche per lo Sport del progetto #Internetxtutti, promosso da Fondazione Comunica e Coni Comitato Regionale Veneto, con il supporto tecnico-organizzativo della Scuola dello Sport Veneto che si inserisce nel programma di Fondazione CARIPARO “Sportivamente”.

L’evento offrirà una panoramica completa sulla gestione degli impianti sportivi, focalizzandosi su normative, procedure per approvazione, opportunità di finanziamento, strategia per economie di scala e utilizzo dell’intelligenza artificiale nella gestione.

Quando? Sabato 22 novembre 2025 dalle ore 9.30 alle ore 12.30 con rinfresco al termine dell’evento

Dove? Club House Canottieri, Strada Polveriera 3/G – Padova 

SCARICA IL PROGRAMMA 

ISCRIVITI QUI

 

L’iniziativa è aperta a tutti. E’ rivolta principalmente a Dirigenti Sportivi e Organizzatori di eventi, Addetti stampa, ma anche a tutti i tesserati Coni con qualifiche Federali di qualsiasi Federazione Sportiva, Disciplina Sportiva Associata o Ente di Promozione Sportiva del Veneto interessati ai temi trattati.


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29 Ottobre 2025

Si chiude ufficialmente la tredicesima edizione di DIGITALmeet, evento promosso da Fondazione Comunica: il più grande festival italiano sull’alfabetizzazione digitale.
“Confermiamo la missione del Festival: portare in tutta Italia la cultura e il linguaggio del digitale. Quest’anno hanno seguito i 145 eventi oltre 140mila persone – tra online e in presenza – con iniziative che hanno toccato tutto il Paese” ha spiegato Gianni Potti, founder di DIGITALmeet e presidente di Fondazione Comunica.

Potti va poi oltre il bilancio dell’edizione: “Ci piacerebbe vedere il digitale diventare materia obbligatoria di insegnamento nelle scuole, già dalle elementari: e su questo credo che la politica dovrebbe fare una riflessione. Mi piace immaginare che i nostri ragazzi possano avere un approccio al coding – la programmazione – fin da giovani, sopratutto in ambito scolastico”.

Numerose le partecipazioni agli eventi del Festival: dal fisico Federico Faggin, designer dell’Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, al Direttore del Centro di Augmented Intelligence della Fondazione Bruno Kessler, Alessandro Sperduti, che è intervenuto sul rapporto tra intelligenza umana e AI; da Manuela Levorato, campionessa di atletica, a Francesco Giorgino, giornalista Rai e professore alla Luiss, entrambi sul tema delle fake news; da Paolo Bedin, presidente della Lega Calcio Serie B, che ha spiegato quanta tecnologia e AI ci siano dietro una partita di calcio, a Gianni Milan, vicepresidente FITP – Federazione Italiana Tennis e Padel – che ha raccontato il fenomeno Sinner e la nascita del canale Supertennis.

“Stiamo già lavorando all’edizione 2026 di Digitalmeet e presto annunceremo le date” ha concluso Potti, ringraziando “tutti i volontari, in tutta Italia, che hanno reso possibile l’evento”.
Potti ha infine ricordato che Digitalmeet fonda i suoi principi sui tre pilastri del cosiddetto Manifesto Umbro: la tecnologia è uno strumento di crescita collettiva e non di dominio; la conoscenza e le competenze diventano bene comune; la formazione permanente è la chiave per affrontare un cambiamento epocale con lucidità, libertà e responsabilità.

Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor che hanno sostenuto e reso possibile questa tredicesima edizione. Un ringraziamento particolare va alla rete di ambassador che hanno portato gli eventi di DIGITALmeet in tutta Italia: Fondazione Carit (Umbria), Fondazione Saccone (Campania), Centro Consorzi (Veneto, Belluno), Secsolution (Emilia Romagna), C.R.A.B. Centro Ricreativo Anziani Badiesi (Veneto, Rovigo), Università Popolare di Cavarzere (Veneto, Venezia), Terni Digital Week (Umbria), CFC (Lazio), Contro Corrente (Lazio), Galdi (Veneto, Treviso), RelazionExpo (Veneto, Verona), Digitalartifex (Veneto, Padova), InfoSfera (Basilicata), Isopharma (Puglia), Mas Management Network (Veneto, Padova)

 

DIGITALmeet vi da appuntamento alla 14° edizione, dal 19 al 24 ottobre 2026!

 


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15 Ottobre 2025

Sabato 11 ottobre è stato redatto il Manifesto Umbro 2025 (ex Manifesto di Piediluco), un documento che contiene le linee programmatiche per sostenere la trasformazione digitale del Paese agendo sulla diffusione delle tecnologie e sullo sviluppo delle competenze digitali per tutte le fasce della popolazione.

Il manifesto affronta i temi dell’economia della conoscenza e l’intelligenza artificiale e intende riflettere sul profondo impatto che l’AI sta avendo — e avrà sempre di più — sul lavoro, sull’educazione e sulla società.
Lo scopo è promuovere un approccio consapevole, etico e competente a questa trasformazione, evitando che essa sia subita passivamente dai cittadini o imposta da pochi grandi attori tecnologici.

Il manifesto propone una visione integrata e umanistica dell’intelligenza artificiale, dove:

  • la tecnologia è uno strumento di crescita collettiva e non di dominio;

  • la conoscenza e le competenze diventano bene comune;

  • la formazione permanente è la chiave per affrontare un cambiamento epocale con lucidità, libertà e responsabilità.

Scarica il Manifesto Umbro 2025


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11 Ottobre 2025

“L’Italia corre ancora troppo poco sul fronte dell’alfabetizzazione digitale, sia sul piano dei singoli che su quello delle imprese. Dobbiamo puntare a entrare tra i primi 10 Paesi in Europa, sfruttando al meglio l’economia della digitalizzazione. Dobbiamo correre di più, con l’obiettivo di fare più impresa: alcuni dati sono confortanti, ma l’impegno deve continuare”. A dirlo Gianni Potti, Presidente della Fondazione Comunica, presentando oggi a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya al Senato, l’edizione 2025 di DIGITALmeet, il più grande festival italiano sull’alfabetizzazione digitale, che prende il via il 20 ottobre e prosegue fino al 25 ottobre, con oltre 150 eventi organizzati in tutta Italia.

“La vera sfida della transizione digitale – sottolinea il Senatore Questore, Antonio De Poli in conferenza stampa – non è soltanto tecnologica ma profondamente umana. Possiamo avere infrastrutture avanzate e piattaforme all’avanguardia, ma se mancano le competenze diffuse rischiamo di ampliare le disuguaglianze invece di ridurle. Serve una nuova alfabetizzazione digitale, capillare e condivisa, che coinvolga scuola, università, imprese e istituzioni. È una sfida che riguarda la coesione sociale del Paese: il digital divide non è solo una frattura tecnologica, ma territoriale e generazionale. Investire sul capitale umano significa dare a tutti la possibilità di essere protagonisti del cambiamento, non spettatori ai margini”.

Poco dopo, sul tema, è intervenuto anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, che, partecipando al convegno organizzato da DIGITALmeet a Palazzo Giustiniani, Competenze Digitali e Istruzione, Verso una Nuova Alfabetizzazione, ha sottolineato che “avere confidenza con qualcosa è determinante per governarla e non esserne governati. L’alfabetizzazione digitale dei cittadini e delle imprese è per questo imprescindibile in questo momento storico. Con la legge italiana sull’intelligenza artificiale, da un lato consentiamo un uso sicuro dell’AI per i cittadini; dall’altro autorizziamo fino a 1 miliardo di euro di investimenti in equity e quasi-equity tramite il Fondo di sostegno al venture capital e CDP Venture Capital. Risorse che andranno a PMI innovative e start-up attive nei settori AI, cybersicurezza e telecomunicazioni”.

LO STUDIO

Sul tema DIGITALmeet va oltre con una ricerca: “L’alfabetizzazione digitale si fa impresa: l’economia dei digital content creators”. Uno studio presentato oggi, sviluppato da InfoCamere, analizza quante sono, come e dove operano le aziende che in Italia hanno come core business la creazione di contenuti: quanti digital creator oggi hanno fatto il salto di qualità e sono diventati imprenditori? In Italia le società che si occupano esclusivamente (core) o parzialmente (ibride) di questo tipo di business sono circa 25 mila, delle quali 15 mila le core.

La top 5 delle regioni ad alto tasso di content creation – aziende core – è composta da: Lombardia (5.700), Lazio (4.600), Campania (2.400), Veneto (1.600), Sicilia ed Emilia-Romagna a pari merito (1.500). L’evoluzione temporale evidenzia una crescita esponenziale del numero di imprese tra il 2015 e il 2024. In otto anni il totale delle Digital Content Creator è aumentato del +185% (da 8.918 a 25.429 imprese), con un ritmo più intenso per le core che triplicano (+206%, da 5.219 a 15.986) rispetto alle ibride (+155%, da 3.699 a 9.443 imprese).
Il valore della produzione – il fatturato – per le core è schizzato da 9 a 16 miliardi di euro (con una verticale sul fatturato da 11 a 16 miliardi di euro in 4 anni: dal 2021 a oggi). Le ibride sono passate da 2.2 miliardi a 4.7: crescita molto rilevante (dal 2021 a oggi: da 2.8 a 4.7 miliardi di euro).
“Le competenze digitali – spiega Paolo Gubitta, professore ordinario di organizzazione aziendale, Università di Padova e coordinatore scientifico della ricerca Infocamere – diventano motore di inprenditorialità e aprono spazi inediti che non hanno bisogno di grandi capitali e così nascono le imprese che abbimo definito Core. Il Digital Content Creator non è più un comunicatore amatoriale, ma un nuovo soggetto imprenditoriale, che opera all’intersezione tra creatività, tecnologia e modelli di business data-driven. L’accesso diffuso agli strumenti digitali ha ridotto le barriere finanziarie all’ingresso: sono sufficienti le skill digitali, una connessione e abilità narrative per trasformare un’idea in un progetto economico. È in questo spazio che la creator economy ha trovato terreno fertile, dando origine a migliaia di microimprese che nascono attorno a un canale, un format o una community. Le imprese ibride invece sono aziende che fanno altro ma che incorporano queste nuove competenze legate ai nuovi media e ne beneifciano nella crescita: sia in chiave numerica che di valoire della produzione”.

“Le competenze digitali – sottolinea Alessandro Sperduti, del Dipartimento di Matematica “Tullio Levi-Civita’’ dell’Università di Padova, Direttore del Centro Augmented Intelligence Fondazione Bruno Kessler – sono fondamentali per il futuro delle persone e del Paese. Dobbiamo lavorare per ridurre il divario rispetto alle altre nazioni europee, in modo da permetterci di essere protagonisti anche nell’ambito delle tecnologie dell’Intelligenza Artificiale. Le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale, infatti, stanno sempre più permeando gli ambiti sociali e produttivi delle nazioni avanzate, con un valore di mercato stimato dalle Nazioni Unite di 4,8 trilioni di dollari entro il 2033”.

Per Gianni Dal Pozzo, AD di Considi, la sfida nel campo dell’alfebtizzaizone digitale è la difesa, protezione e custodia dei dati in particolare quelli aziendali: “il vero patrimonio delle aziende risiede nei dati aziendali percio’ abbiamo imparato a lavorare con gli LLM: i Large Language Model ossia il sistema di apprendimento su vasta scala dell’AI, deputato alla generazione di sintesi e testi. Spesso assistiamo a casi dove contratti e relazioni vengono caricati su sistemi di IA  per ottenere rapidamente un risssunto: è in quel momento che stiamo cedendo dati preziosi. La sfida oggi è usare gli LLM su dati proprietari riuscendo a preservarli”.

Il messaggio che DIGITALmeet vuole diffondere è più che mai attuale: “Serve che chi oggi ha a cuore l’innovazione faccia una scelta: mettere a disposizione le proprie competenze per non perdere il treno del futuro. Il capitale umano è quel pilastro necessario che consente quella integrazione indispensabile con le nuove tecnologie. L’AI, ad esempio, non è uno strumento da temere o rifuggire, piuttosto è un’opportunità unica da saper governare” – conclude Potti.

I NUMERI

La scorsa edizione di DIGITALmeet è stata seguita da oltre 130 mila persone, sommando presenze agli eventi e partecipazioni online.
DIGITALmeet 2025 si conferma dunque come il più importante appuntamento italiano per la cultura digitale, un luogo di dialogo tra esperti, istituzioni e cittadini per affrontare le sfide dell’innovazione.