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2 Agosto 2019

Paolo Ghezzi, toscano, 57 anni, è Direttore Generale di InfoCamere dal 2014. Laureato a Pisa in Scienze dell’Informazione, ha svolto la sua carriera prima in Cerved e successivamente all’interno della Società di informatica delle Camere di commercio iniziando come esperto di TLC e networking fino a ricoprire l’incarico attuale. E’ membro del Consiglio di Assinform, l’Associazione nazionale delle principali Aziende di Information Technology operanti in Italia.

Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Nel mio caso sarebbe fin troppo facile rispondere che l’impatto del digitale è stato ed è pervasivo; ed infatti è proprio così. Dalla gestione degli impegni di lavoro, alla selezione delle informazioni, fino alla formalizzazione e condivisione delle decisioni e delle scelte, tutto scorre sui bit passando dai computer aziendali per arrivare direttamente  al mio smartphone o tablet. Il digitale abbatte i limiti del tempo e dello spazio e, sia nella vita lavorativa che nella vita privata finiamo ormai per utilizzare gli stessi strumenti e lo stesso approccio migliorando la gestione del tempo. La maggior parte delle attività in azienda che prevedevano una gestione manuale e ripetitiva sono state automatizzate e riesco a gestirle con semplici meccanismi di notifica; ma anche come cittadino i rapporti con la pubblica amministrazione come la scuola dei miei figli, le mie vacanza, la salute, stanno sempre più aprendosi al digitale. Per lavoro viaggio molto e ora basta uno smartphone per la gestione dei viaggi, prenotazioni, biglietti e checkin. Laddove il contesto me lo permette, che sia il lavoro o la vita privata, vivo la mia identità  in modo digitale nei casi in cui può creare efficienza e farmi guadagnare tempo. Il digitale è il presente ed il futuro, e il futuro bisogna imparare a usarlo il prima possibile per poterlo vivere positivamente, cogliendone le opportunità in modo consapevole.

 

Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Il paradigma digitale è alla base dell’innovazione e oggi non esiste innovazione al di fuori di una prospettiva ecologicamente sostenibile. Le potenzialità che le tecnologie digitali offrono alla ricerca e all’implementazione di soluzioni in grado di arrestare il degrado del pianeta – e di concepire attività economiche capaci di svilupparsi migliorando, anziché peggiorando, il contesto ambientale – sono l’asset su cui costruire un futuro di opportunità per i nostri figli.  In InfoCamere abbiamo adottato un piano per la sostenibilità per il biennio 2018/2019, modulato sui i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite..

 

Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?  

Ciascuno di noi, volente o nolente, vive ormai in un’esperienza digitale che non ha soluzione di continuità. Il punto è decidere se esserne attivamente consapevoli o subirla passivamente. La trasformazione digitale delle imprese e i diritti legati alla cittadinanza digitale esprimeranno il loro potenziale solo quando la cultura del digitale diventerà un patrimonio comune e ampiamente diffuso. Attualmente, nonostante nel paese ci siano situazioni di assoluta eccellenza, gli italiani vivono un rapporto non sempre facile con il digitale e questo spiega bene il posizionamento del nostro Paese nelle classifiche sulla digitalizzazione della società come quella proposta, dal DESI (il Digital Economy and Society Index dell’UE). Anche quest’anno, come nelle quattro precedenti rilevazioni, restiamo “saldamente” ancorati alla 24ma posizione su 28 paesi.

Per quanto riguarda il cittadino imprenditore, e in Italia ci sono 10 milioni di persone che a vario titolo rientrano in questa categoria, le Camere di Commercio hanno messo a disposizione impresa.italia.it, il “cassetto digitale dell’imprenditore”, uno strumento gratuito che permette di tenere sotto controllo la propria impresa direttamente dallo smartphone o dal tablet. InfoCamere lo ha realizzato in modo che l’informazione ufficiale dell’impresa sia disponibile in modo facile, sicuro e veloce. Ciò nonostante il livello di adesione al servizio è poco più del 6% su un totale di circa 6 milioni di imprese. Uno degli ostacoli alla diffusione del servizio è proprio legato ad una mancanza di competenze digitali di base di molti dei nostri imprenditori che sono sprovvisti ad esempio di una identità digitale come SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

In questi anni la Pubblica Amministrazione italiana ha fatto molto per invertire la rotta ma, in uno scenario in cui tutti gli altri Paesi continuano ad investire e ad avanzare sulla via del digitale, il divario che ci penalizza resta ancora grande. Per recuperarlo non basta correre di più, servono passaggi “disruptive”, come usa dire oggi.  Sia in termini di strumenti sia, in modo particolare, su cultura ed abitudine al digitale. Le opportunità ci sono e vanno colte con coraggio e consapevolezza.


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2 Agosto 2019

Paolo Gubitta, 50 anni, è professore ordinario di Organizzazione aziendale e Imprenditorialità, vice-direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e
Aziendali e presidente della laurea in Economia all’Università di Padova, dove è anche direttore scientifico dell’Osservatorio Professioni Digitali. Dirige il Center for Entrepreneurship and Family Business (CEFab) di CUOA Business School, è responsabile dell’Osservatorio Capitale umano, Organizzazione e Lavoro di Fondazione Nord Est e dell’Osservatorio Regionale Veneto sulle Imprese Familiari del Terziario promosso da CFMT in collaborazione con l’Università di Padova. Dal 2006 al 2015 è stato adjunct professor al College of Business della University of Michigan Dearborn (USA) e visiting professor in varie università: Tel Aviv University (2014), alla University of Lugano (2013-2014), Guangzhou University (2012), Liaoning University (2011).
Studia l’imprenditorialità e il family business, le nuove imprese innovative, i KIBS, i lavori ibridi.

Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Nell’attività didattica e di ricerca, la digitalizzazione ha semplificato molte attività del mio lavoro. Lavoro a distanza con partner scientifici che si trovano in altre parti del mondo, rimanendo nel mio studio. Accedo alle biblioteche della mia Università e di altre istituzioni, attraverso la rete. Leggo giornali e consulto libri, capitoli di libri o articoli con soluzioni pay per use o pay per view a prezzi decisamente accessibili e per il tempo che mi serve. Dialogo con laureandi e laureande attraverso conference su Skype, su Whatsapp o su altri media aumentando la frequenza dei contatti e l’efficacia degli stessi. Controllo chi fa cheating (copiare) attraverso servizi on line per l’antiplagio. Interagisco con chi frequenta i miei corsi, utilizzando piattaforme di facile uso. Queste modalità non sono alternative all’interazione face-to-face, ma offrono un’opzione, che ciascuno valuta se, quando e con quale frequenza utilizzare, in relazione alle esigenze specifiche.

Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Sharing Economy e On-demand Economy sono due modalità di produzione e consumo in cui si manifesta la sustainable face della trasformazione digitale.

Pensiamo ai sistemi di bike sharing a flusso libero: l’app che ti dice dove sono le biciclette disponibili, i sistemi di pagamento smart e pay per use, e la possibilità di lasciare la bici là dove ti fermi e non in stalli fissi aumenta la probabilità di accesso al servizio, che riduce l’uso di automobili private o mezzi pubblici (ancora troppo spesso con motore a scoppio). La stessa cosa vale con i servizi di car pooling, che ottimizzano il carico delle vetture e, quindi, riducono il numero di auto in circolazione.

I sensori che rilevano in un certo ambiente sono entrate tante o poche persone in una giornata o misurano la qualità dell’aria che si respira (sistemi IoT, Internet of Things) possono dire a chi si occupa delle attività di facility management quando è il momento di intervenire per fare le pulizie o sanificare gli ambienti, attivando i loro servizi on demand. Gli stessi sensori applicati a una macchina industriale e collegati a sistemi di analisi di Big Data possono chiamare on demand la squadra addetta alla manutenzione preventiva della macchina stessa.

Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni? 

Il digitale oggi è come la sabbia alla fine dell’estate passata al mare: te la ritrovi per mesi nelle tasche di tutti i vestiti e, anche quando pensi di averla completamente rimossa, ecco apparire un granello nelle scarpe o dentro l’armadio.

L’ibridazione digitale è sempre più pervasiva: dalle persone anziane che recuperano la vita sociale non solo andando all’Auser, alla bocciofila o in parrocchia, ma anche usando gli strumenti di comunicazione digitale (da WhatsApp a Skype, per dire dei più comuni); passando per operai, idraulici, elettricisti, meccanici, che fanno interventi alternando chiavi inglesi, cacciaviti, tablet e sistemi di realtà aumentata; per arrivare ad avvocati, commercialisti notai e che si avviano a usare sistemi di intelligenza artificiale per impostare le loro attività e le soluzioni della blockchain per proteggerle; per arrivare ai medici che fanno interventi chirurgici lavorando un po’ con il bisturi e un po’ con joystick e tastiere.

Della diffusione del digitale nella vita quotidiana se ne sono accorti più o meno tutti. Tranne, forse, alcuni policy makers che non hanno ancora avuto il coraggio di far accadere una sorta di tempesta Vaia digitale su cittadini e cittadine italiane.


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1 Agosto 2019

Abbiamo chiesto ai membri del Comitato Scientifico di DIGITALmeet di rispondere a 3 domande sul digitale! La prima a rispondere è Laura Aglio!

Laura Aglio, 33 anni, consulente aziendale, mi occupo di implementare processi di innovazione nella PA e nelle imprese, con un focus sulla progettazione a valere su fondi europei.
Sono attualmente Account manager territoriale dell’Agenzia per l’Italia Digitale e Digital mentor del progetto PIDVeRo40 – Punto impresa digitale della Camera di Commercio Venezia Rovigo e Università Cà Foscari, per portare la trasformazione digitale mediante un percorso di accompagnamento alle imprese delle due province.
Sono formatrice e digital strategist di prog
etti a respiro nazionale e territoriale. Dal 2015 sono entrata a far parte del Comitato scientifico di DigitalMeet con il personale compito di portare il digitale alle donne e le donne al digitale, perché far incontrare questi due mondi è una necessità per far emergere il ruolo della donna nel mondo del lavoro garantendo una maggiore parità di genere nelle nuove professioni.

 

1) Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Non sono una nativa digitale, ma ho vissuto proprio nella fase della mia adolescenza l’inizio della trasformazione digitale nelle nostre vite. Dal punto di vista professionale ho avuto il medesimo impatto: nei primi anni di lavoro gli strumenti social ma soprattutto quelli di community management non erano presenti e ne ho seguito e accompagnato l’avvento nel mio lavoro vivendo l’esperienza in modo diretto, pur nella velocità dei processi, con la lentezza di apprendimento che rimane necessaria per capirne utilità e aspetti positivi senza diventarne dipendenti. Oggi non potrei fare a meno di lavorare in Gdrive, o di usare whatsapp soprattutto per lavoro, ma lo stesso vale per strumenti come slack e trello che mi consentono di collaborare con altri ai vari progetti in modo semplice, veloce ed efficace.

 

2) Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Da consulente “in moto perpetuo” che viaggia molto per lavoro – oltre che per passione – penso che il digitale abbia un ruolo estremamente importante nel ridurre gli spostamenti e l’inquinamento generato per garantire una maggiore attenzione all’ambiente. Mi riferisco alla diffusione dello smart working e alla possibilità di svolgere molte delle nostre attività quotidiane da casa o da luoghi (vicini a casa) deputati al co-working. Questo vale per la PA ma anche per le imprese, senza togliere l’importanza di incontrare le persone e i colleghi, ma anche di contaminarsi con altri (ad es negli spazi di lavoro condiviso) per elaborare idee o trovare assieme nuove soluzioni.

 

3) Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?  

Chi come me si occupa di servizi pubblici digitali sa che questa consapevolezza non è per nulla diffusa. Il rapporto con la PA, ad esempio, è sempre preso di mira per malfunzionamento, per mancanze e per cattiva gestione dei processi, ma questo è spesso oggetto di critiche non sempre fondate. Oggi esistono tutte le tecnologie e le piattaforme per poter dire che l’uso di uno smartphone per accedere a tali servizi è realtà. Forse la comunicazione non arriva al target, forse siamo spesso “sordi” nei confronti di una trasformazione che sta fornendo molti, a volte troppi, stimoli per cambiare e innovarsi. Questo vale anche per le imprese e la consapevolezza è spesso minata dalla diffidenza e dalla paura che accedere a un pagamento elettronico possa non essere sicuro, ma non perché non esistano gli strumenti per garantire buoni livelli di cybersecurity nel fornire i servizi stessi. Posso dire che la nostra vita è già cambiata e le nostre azioni digitali sono forse sottovalutate, visto che già siamo parte di questo processo di trasformazione ogni volta che paghiamo il bollo dell’auto online o accediamo ai documenti della nostra azienda gratuitamente nel cassetto digitale (impresa.italia.it), per non parlare delle app per accedere ai personali dati sanitari.   

 


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10 Luglio 2019

DIGITALmeet giunge alla settima edizione con un obiettivo ben preciso: superare il dibattito sul ruolo dell’uomo rispetto al digitale. Quello formato da uomo e digitale infatti è un binomio inscindibile, sia nella vita privata che in ambito professionale. Certo, i rischi sono sempre dietro l’angolo e non vanno sottovalutati. Quello della cybersecurity, ad esempio, rimane un tema centrale. Ma oggi, quando si parla di rinascimento digitale, bisogna abbandonare ogni titubanza e dire le cose come stanno: l’uomo è il fine e resta saldamente al centro, la tecnologia è una miniera che lo proietta nel futuro e lo aiuta a vivere meglio. Le soluzioni digitali infatti consentono a tutti di essere presenti sul mercato globale, facendo aumentare in maniera esponenziale la quantità di idee e informazioni che l’uomo può tradurre in azioni e riflessioni.

Nato in Veneto nel 2013, DIGITALmeet si è allargato nel corso degli anni fino a coprire tutta Italia: l’anno scorso abbiamo portato 152 eventi e 320 speaker in 16 regioni, per un totale di 21 mila partecipanti. Numeri che consacrano DIGITALmeet come il festival di riferimento del settore, e il digitale come un tema cruciale per il Paese. La sfida che lanciamo ogni anno, in maniera sempre più vasta e più diffusa in tutta Italia, consiste nel portare pillole di alfabetizzazione a cittadini e imprese. Una novità di DIGITALmeet si può già intuire dal logo, che quest’anno si tinge di verde per far capire che dedicheremo grande attenzione al tema della sostenibilità in tutte le sue declinazioni, dal risparmio energetico alla mobilità, dal turismo all’agricoltura. Il logo ha cambiato colore tutti gli anni, ma stavolta la scelta del verde non è casuale. Un’altra novità riguarda il format degli incontri, che saranno più snelli per facilitare gli speaker nel trasmettere qualcosa da portare a casa e conservare.

Poi, come di consueto, ci saranno diverse digistar. L’evento principale andrà in scena il 25 ottobre e ospiterà Venkatramanan Siva Subrahmanian, docente di Cybersecurity, Technology e Society al Dartmouth College di Hanover (Stati Uniti), uno dei leader mondiali nel campo delle logiche probabilistiche. Negli ultimi anni il professor Subrahmanian ha sviluppato una serie metodi innovativi per analizzare e prevedere i comportamenti di gruppi terroristici come Hezbollah, Lashkar-e-Taiba e i Mujahideen indiani.


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11 Giugno 2019

Appuntamento a Padova presso la sede del Comune, Palazzo Moroni, Sala Paladin il 18 giugno dalle 9:30 alle 13:30

La Mobilità Sostenibile in era digitale è il tema che verrà sviluppato a Padova nella mattinata del prossimo 18 giugno dalle 9.30 (Palazzo Moroni, sala Paladin) durante il PAsocial Day del Veneto organizzato dall’Associazione Nazionale della Nuova Comunicazione Pubblica #PAsocial in partnership con il Comune di Padova Assessorato alla Mobilità e il supporto locale del DigitalMeet (Fondazione Comunica) e del Master Interregionale PISIA dell’Università degli Studi di Padova.

Un momento per ripensare la mobilità in un’ottica ancor più sostenibile, che sappia interagire con più opzioni e modalità, grazie a soluzioni digitali e alle potenzialità della nuova comunicazione pubblica, per favorire pratiche sostenibili, modelli di partecipazione e diffusione di una cultura della sostenibilità e dell’innovazione. Fattori chiave che, massimizzando i benefici sociali, ambientali ed economici, aumentano il city brand in chiave internazionale sposando i principi della Agenda 2030.

Un programma che si preannuncia unico nel suo insieme, in cui sono state individuate le best practices nazionali e locali, con il valore aggiunto degli esperti dell’industria 4.0, dei servizi sostenibile e della valutazione dei servizi pubblici. Buone pratiche in cui vengono valorizzati sinergicamente strumenti e servizi abilitanti per captare le modalità, i bisogni e i nuovi stili di vita che si interfacciano con l’arena urbana e le opportunità legate alla industria 4.0.

Il #PAsocial Day è in contemporanea in tutta Italia in diretta live sul sito di www.pasocial.info ed in contemporanea nel canale facebook del Comune di Padova (#pasocial). L’evento padovano sarà introdotto dal Presidente di PAsocial Francesco Di Costanzo e dal Vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni a cui seguiranno gli interventi della giornata dedicati alla mobilità sostenibile ed il mondo digitale: Francesca Anzalone – Osservatorio nazionale sulla comunicazione digitale; Andrea Ragona – Presidente Busitalia Veneto; Agnese Fedeli, Città Metropolitana di Firenze; Riccardo Bentsik, AD APS Holding; Francesca Quiri, Brescia Mobilità; Gianni Potti – Presidente Fondazione Comunica; Andrea Greggio, Seo La Semaforica; Davide Lazzari, Business Development Mobike; Gianluca Pin, AD Bici in città; Maria Stella Righettini, Università degli Studi di Padova.

I protagonisti della giornata metteranno in luce criticità e punti di forza per affrontare il cambiamento, valorizzare aspetti come l’apertura agli stakeholders e la partecipazione dei cittadini, che con il loro apporto possono aiutare le istituzioni pubbliche a rendere efficiente la pianificazione di servizi su ampia portata, d’impatto reale ed efficace nel garantire risultati immediati. Esempi e soluzioni per porre le basi di un solido modello di crescita dei servizi di mobilità integrata per favorire la sostenibilità anche mediante la transizione al digitale fra app, social, web tv, servizi mobile, ecc. Nuova Comunicazione come mezzo per dare e ricevere input sui bisogni dei cittadini, in cui i frutti si potranno apprezzare con l’aumento del livello di qualità della vita nelle città italiane.

«Il PA Social Day – spiega Francesco Di Costanzo, presidente di PA Social – sarà una grande occasione di confronto, partecipazione, scambio di buone pratiche, una ulteriore opportunità di crescita per la rete nazionale della nuova comunicazione. Ogni anno, con soddisfazione, assistiamo ad una crescita nel numero e soprattutto nella qualità di buone pratiche in tutto il Paese, l’Italia è un modello per enti e aziende pubbliche che utilizzano web, social network, chat, intelligenza artificiale per la comunicazione, l’informazione e i servizi al cittadino. Non è un caso e lo faremo nuovamente il prossimo 20 giugno a Tunisi su invito Ocse, che il nostro Paese con PA Social sia considerato un modello da seguire a livello internazionale. Il PA Social Day è un evento unico nel suo genere, aperto a tutti e con il coinvolgimento di tantissime persone in tutta Italia: PA, utilities, imprese, singoli professionisti, amministratori pubblici, manager, cittadini. Una comunità-community sempre viva di cui dobbiamo essere orgogliosi. Il lavoro sulla nuova comunicazione con divulgazione, formazione, ricerca, va avanti con un sempre più forte spirito d’innovazione che il PA Social Day rappresenterà con 18 città impegnate in contemporanea e con numerose novità rispetto alla scorsa edizione».

«Le tecnologie digitali possono offrire diverse opportunità per la gestione strategica della mobilità in città – spiega il Vicesindaco di Padova Arturo LorenzoniIl monitoraggio dei flussi, attraverso l’uso di telecamere e sensori che permettono di ricostruire i movimenti in maniera molto precisa, fornisce dati che permettono di indirizzare e razionalizzare la mobilità. Da un lato quindi l’acquisizione e l’analisi dei dati, dall’altro la comunicazione con gli utenti, attraverso canali immediati come le app, che consentono di dare indicazioni in tempo reale per esempio sui parcheggi disponibili. Le tecnolgie digitali ci permettono quindi di9 migliorare i servizi tradizionali e di offrirne di nuovi».

Mirko Palmieri responsabile PasocialDay Veneto punta i fari sul focus patavino: «La mobilità intelligente è l’espressione dell’implementazione della vision che pone fra i sui principi cardine il Vivere il territorio in chiave sostenibile ed integrata. Una visione che non può scindersi dalle modalità di comunicazione social e digitali per far conoscere e/o per l’utilizzo di servizi innovativi e sostenibili, sempre più diffusi e legati all’attualità della vita quotidiana, in quanto espressione di un arena sociale sempre più connessa e che rende viva la propria città. Flussi, spostamenti, servizi digitali, IoT, AI, social media, mettono in campo più prospettive urbane, dal vivere al governare le città, dal saper comunicare i servizi al metterli a sistema e rendere le PA in grado di captare i nuovi bisogni legati alla crescita ed internazionalizzazione del proprio city brand. Gli interventi metteranno in evidenza come il supportare la sinergia tra gli attori del cambiamento possa favorire la nascita di nuove tecnologie e soluzioni che possano essere a disposizione delle città, con un impatto reale sulla quotidianità dei cittadini e l’innalzamento della qualità della vita, divenendo terreno fertile per chi vuole investire e creare servizi anche pubblico/privati in grado di apportare valore aggiunto alle attuali e future città intelligenti e green cities italiane».

Digitale come motore della sostenibilità nella quotidianità urbana come mette in evidenza Giani Potti, Presidente Fondazione Comunica e Founder DIGITALmeet ove «il digitale non è solo innovazione e velocità dei processi ma anche sostenibilità e miglioramento della qualità della vita. Ecco perché l’alfabetizzazione digitale aiuterà ciascuno di noi ad utilizzare meglio le risorse naturali del pianeta»

Francesca Anzalone, esperta di comunicazione digitale e Membro del Comitato Scientifico Osservatorio Nazionale sulla comunicazione Digitale focalizza l’attenzione su inclusività e innovazione non solo dal punto di vista digitale, ma anche di pensiero: «Benessere, accessibilità, inclusione sociale e qualità della vita al centro della trasformazione che stiamo vivendo quotidianamente, grazie anche alla consapevolezza e all’uso di soluzioni innovative che ci permettono di ottimizzare l’uso dei mezzi pubblici, ma anche di rieducarci all’attività fisica in un costante dialogo tra persone e città. Il cittadino al centro, e ancor di più la persona al centro, protagonista della vita sociale nella città, nella cittadinanza aziendale grazie a economia con impatto sociale e grazie a nuovi punti di riflessione e approfondimento che animano oggi la comunicazione tra cittadini, tra cittadini e città, tra cittadini e aziende, tra aziende e città. Un circolo virtuoso in grado di generare benessere sociale».

Una giornata , quindi , che guarda al futuro delle città. In cui riprendendo le parole della professoressa Maria Stella Righettini, Direttrice del Master PISIA dell’Università degli Studi Padova, esperta di valutazione di servizi pubblici: «Comunicazione , valutazione e digitalizzazione sono i tre pilastri della governance, della sostenibilità e del futuro della PA nei servizi e nelle politiche territoriali».

#PAsocial Day Veneto Padova 9.30/13.30 il 18 giugno 2019, Palazzo Moroni.

Clicca qui per leggere il programma completo


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17 Maggio 2019

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha pubblicato Skills Outlook Scoreboard, un documento che fotografa le competenze digitali dei cittadini di 29 Paesi.

Nell’era della digital transformation, le competenze digitali sono un requisito fondamentale per garantire alle persone di adattarsi con maggiori probabilità ai vari cambiamenti che il digitale comporta sia negli ambienti lavorativi, sia nelle attività quotidiane.

Cosa emerge dall’analisi?

In Italia, solo il 21% degli individui in età compresa tra i 16 e i 65 anni possiede un buon livello di alfabetizzazione e capacità di calcolo (cioè ottengono almeno un punteggio di livello 3 nei test di alfabetizzazione e calcolo PIAAC). Si tratta del terzo peggior risultato tra i paesi esaminati.

Gli insegnanti italiani rimangono indietro e utilizzano le nuove tecnologie ben al di sotto di altri lavoratori altamente qualificati: 3 insegnanti su 4 riferiscano di aver bisogno di ulteriore formazione nelle TIC per svolgere la propria professione.

Solo il 36% degli italiani – metta in evidenza il report – ossia il livello più basso tra i paesi Ocse per cui l’informazione è disponibile, è in grado di utilizzare Internet in maniera complessa e diversificata.

Dati molto significativi che mettono in luce quanto importante sia puntare sull’alfabetizzazione digitale e la diffusione di una buona cultura digitale!

 

Leggi i report:

L’Italia a confronto con altri paesi

OECD Skills Outlook 2019

 


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15 Maggio 2019

E’ in arrivo a Parma il truck che sarà adibito a classe per il Laboratorio Gratuito di Alfabetizzazione Digitale.

Il Laboratorio è promosso da Despar e Fondazione Comunica, in attesa di DIGITALmeet, il più grande festival sul digitale, per lavorare ad un obiettivo comune: contribuire alla diffusione delle competenze digitali nel nostro territorio, perchè nessuno deve essere lasciato indietro!

Gli incontri si svolgeranno giovedì 23 e giovedì 30 maggio nel truck allestito di fronte al punto vendita Interspar di Parma nel quartiere San Leonardo.

E’ possibile prenotare il proprio posto ad uno dei due incontri in programma il giorno 23/5 e 30/5:

  • dalle 17:00 alle 18:00
  • dalle 18:15 alle 19:15

Programma:

  • Quali sono i trucchi per utilizzare al meglio il proprio smartphone?
  • Come effettuare acquisti online in sicurezza?
  • Come tutelare i propri dati online?

Clicca qui per iscriverti!

 


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25 Marzo 2019

Despar e Fondazione Comunica uniscono le forze in attesa di DIGITALmeet, il più grande festival sul digitale, per lavorare ad un obiettivo comune: contribuire alla diffusione delle competenze digitali nel nostro territorio, perchè nessuno deve essere lasciato indietro!

Per questo motivo, promuovono un Laboratorio Gratuito di Alfabetizzazione Digitale che si svolgerà mercoledì 27 marzo nel truck allestito di fronte al punto vendita Interspar di Bologna in via dell’Industria, 12!

E’ possibile prenotare il proprio posto ad uno dei due incontri in programma il giorno 27/03:

  • dalle 17:00 alle 18:00
  • dalle 18:15 alle 19:15

Programma:

  • Quali sono i trucchi per utilizzare al meglio il proprio smartphone?
  • Come effettuare acquisti online in sicurezza?
  • Come tutelare i propri dati online?


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14 Marzo 2019

Giovedì 21 marzo fa tappa a Padova il roadshow, “Revamping 4.0: connetti, controlla, migliora“, ovvero la trasformazione dell’azienda in industria 4.0 tramite IOT senza sostituire i macchinari presenti in azienda.

L’incontro è un’occasione per far conoscere alle aziende il modo più semplice e veloce per trasformare, attraverso l’internet of things,  la propria azienda in industria 4.0, attuando il revamping industriale.

Verranno presentati i case history di successo e le tecnologie IOT abilitanti per industria 4.0 disponibili ad oggi per poter trasformare velocemente ed efficacemente la propria azienda, senza la necessità di dover acquistare nuovi macchinari.

La conseguenza è quella di avere una azienda e di conseguenza prodotti e servizi più competitivi sul mercato!

L’evento è organizzato da IotItaly in collaborazione con DIGITALmeet, t2i, CNA Padova, RushUp, Aiknow, Projecta e NovaFund.

AGENDA

REVAMPING 4.0: connetti – controlla – migliora
trasforma l’azienda in industria 4.0 attraverso IOT

16.30 – 16.40

  • Saluti di benvenuto:
    • Elisa Milanese, socia fondatrice Associazione IoTItaly

16.40 – 17.00

  • Keynote:

    • Roberto Santolamazza, Direttore t2i, Trasferimento Tecnologico
    • Gianni Potti, Presidente Fondazione Comunica e founder DIGITALmeet
    • Luca Montagnin, Presidente CNA e Consigliere Camera di Commercio di Padova Delegato all’Innovazione

17.00 – 19.15

  • Round Table, modera Luciano Pini, STMicrolectronics  South, East Europe Israel & Nordic IoT Biz Development Sales Director
    • Christian Raineri, CEO RushUp – “Tecnologia abilitante per l’industria 4.0: Utilizzare dispositivi intelligenti e connessi per digitalizzare i processi produttivi in maniera concreta ed efficiente.”
    • Massimo Perani, CEO Aiknow – “Dai dati al controllo, gestione delle informazioni provenienti dalle macchine e dai processi.
      Attivare i vantaggi dell’IoT nell’industria 4.0 attraverso la raccolta, l’elaborazione, la visualizzazione ed il controllo dei dati provenienti dal campo.”, Massimo Perani
    • Massimo Rossi, Projecta – “Come gestire un vecchio impianto con le soluzioni tecnologiche innovative e integrate?”
    • Ing. Lucilla Lanciotti, Consigliere Delegato di NovaFund Spa – Industry 4.0 – Strumenti agevolativi per ottimizzare gli investimenti. 
Quali sono i contributi e gli incentivi fiscali rivolti all’Industria 4.0 a cui posso accedere?
    •  Q&A

19.15 – 20.00

  • Aperitivo e networking

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25 Gennaio 2019

Human-digital trend 2019?

Abbandoniamo le tecnologie per capire quali tendenze di human-digital ci porterà il 2019, ovvero come l’uomo potrà o dovrà governare la rete e i suoi innumerevoli device, per restare al centro della cosiddetta digital transformation!

Da ciò potranno derivare le nostre future strategie di marketing digitale per costruire vere e proprie digital strategy.

Assistenti vocali e Intelligenza Artificiale

Amazon, Google e Apple hanno dominato il mercato della tecnologia degli ultimi due anni: Google Home e Apple HomePod sono entrati nelle case dei consumatori, e oggi il 65% dei possessori di altoparlanti intelligenti dichiara di non voler più tornare indietro perché non riuscirebbe a star senza il suo assistente virtuale.

Tutto sembra suggerire che gli altoparlanti intelligenti diventeranno presto un nuovo canale in cui inserire annunci pubblicitari, dopotutto per monetizzare il servizio, Google, Amazon ed Apple potrebbero presto lanciare le loro apposite piattaforme pubblicitarie per rendere più facile l’acquisto degli spazi.

Chatbot

Prevediamo che i chatbot continueranno a crescere nel 2019 e probabilmente diventerà sempre più normale (se non addirittura scontato) per i consumatori dialogare con i bot. In altre parole: l’effetto novità svanirà e li vedremo diventare parte integrante del web.

Entro il 2019 i chatbot potrebbero diventare il primo canale attraverso cui ordinare una pizza, scegliere un piano telefonico o persino aprire un conto corrente.

Sempre più integrati con Facebook Messenger, riescono oggi a dialogare e stimolare delle conversazioni con i clienti senza il fastidio di scaricare un’app nativa. E secondo un recente studio, solo il 19% delle 5.000 persone intervistate ha una percezione negativa dei chatbot. Il 33% ha un’opinione positiva e il 48% è  indifferente.

Ormai un chatbot per Facebook Messenger è relativamente facile da sviluppare e può fare la differenza per la chiusura di una vendita veloce.