Il digitale visto da.. Laura Aglio!

1 Agosto 2019
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Abbiamo chiesto ai membri del Comitato Scientifico di DIGITALmeet di rispondere a 3 domande sul digitale! La prima a rispondere è Laura Aglio!

Laura Aglio, 33 anni, consulente aziendale, mi occupo di implementare processi di innovazione nella PA e nelle imprese, con un focus sulla progettazione a valere su fondi europei.
Sono attualmente Account manager territoriale dell’Agenzia per l’Italia Digitale e Digital mentor del progetto PIDVeRo40 – Punto impresa digitale della Camera di Commercio Venezia Rovigo e Università Cà Foscari, per portare la trasformazione digitale mediante un percorso di accompagnamento alle imprese delle due province.
Sono formatrice e digital strategist di prog
etti a respiro nazionale e territoriale. Dal 2015 sono entrata a far parte del Comitato scientifico di DigitalMeet con il personale compito di portare il digitale alle donne e le donne al digitale, perché far incontrare questi due mondi è una necessità per far emergere il ruolo della donna nel mondo del lavoro garantendo una maggiore parità di genere nelle nuove professioni.

 

1) Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Non sono una nativa digitale, ma ho vissuto proprio nella fase della mia adolescenza l’inizio della trasformazione digitale nelle nostre vite. Dal punto di vista professionale ho avuto il medesimo impatto: nei primi anni di lavoro gli strumenti social ma soprattutto quelli di community management non erano presenti e ne ho seguito e accompagnato l’avvento nel mio lavoro vivendo l’esperienza in modo diretto, pur nella velocità dei processi, con la lentezza di apprendimento che rimane necessaria per capirne utilità e aspetti positivi senza diventarne dipendenti. Oggi non potrei fare a meno di lavorare in Gdrive, o di usare whatsapp soprattutto per lavoro, ma lo stesso vale per strumenti come slack e trello che mi consentono di collaborare con altri ai vari progetti in modo semplice, veloce ed efficace.

 

2) Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Da consulente “in moto perpetuo” che viaggia molto per lavoro – oltre che per passione – penso che il digitale abbia un ruolo estremamente importante nel ridurre gli spostamenti e l’inquinamento generato per garantire una maggiore attenzione all’ambiente. Mi riferisco alla diffusione dello smart working e alla possibilità di svolgere molte delle nostre attività quotidiane da casa o da luoghi (vicini a casa) deputati al co-working. Questo vale per la PA ma anche per le imprese, senza togliere l’importanza di incontrare le persone e i colleghi, ma anche di contaminarsi con altri (ad es negli spazi di lavoro condiviso) per elaborare idee o trovare assieme nuove soluzioni.

 

3) Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?  

Chi come me si occupa di servizi pubblici digitali sa che questa consapevolezza non è per nulla diffusa. Il rapporto con la PA, ad esempio, è sempre preso di mira per malfunzionamento, per mancanze e per cattiva gestione dei processi, ma questo è spesso oggetto di critiche non sempre fondate. Oggi esistono tutte le tecnologie e le piattaforme per poter dire che l’uso di uno smartphone per accedere a tali servizi è realtà. Forse la comunicazione non arriva al target, forse siamo spesso “sordi” nei confronti di una trasformazione che sta fornendo molti, a volte troppi, stimoli per cambiare e innovarsi. Questo vale anche per le imprese e la consapevolezza è spesso minata dalla diffidenza e dalla paura che accedere a un pagamento elettronico possa non essere sicuro, ma non perché non esistano gli strumenti per garantire buoni livelli di cybersecurity nel fornire i servizi stessi. Posso dire che la nostra vita è già cambiata e le nostre azioni digitali sono forse sottovalutate, visto che già siamo parte di questo processo di trasformazione ogni volta che paghiamo il bollo dell’auto online o accediamo ai documenti della nostra azienda gratuitamente nel cassetto digitale (impresa.italia.it), per non parlare delle app per accedere ai personali dati sanitari.   

 


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