Il digitale visto da.. Luca Giuman

6 Settembre 2019
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Luca Giuman, 57 anni veneziano, è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Datasoil, startup innovativa nel campo  dell’intelligenza artificiale e nella consulenza per l’avvio di progetti di open innovation. Interessato all’universo delle startup digitali, è stato nel board costituente di molte startup, dopo aver operato sino al 2015 nel management di aziende produttrici di prodotti e servizi.

Membro del Comitato Scientifico di DIGITALmeet sin dalla sua prima edizione, è stato Vice Presidente della sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Padova sino a giugno di quest’anno e ora è membro del direttivo della sezione per Assindustria Veneto Centro.

Dal 2012 è membro esterno del Gruppo di Accreditamento e Valutazione (GAV) del Corso di Studi in Informatica dell’Università di Padova e dal 2014 uno dei Mentor/Founder del Coderdojo di Padova (laboratorio di programmazione gratuito per bambini e ragazzi dai 5 anni in su).

 

1) Dal punto di vista professionale, qual è stato l’impatto del digitale nella tua vita? Il digitale ti permette di fare cose che prima non potevi fare, o che prima non potevi fare con la stessa efficienza e la stessa velocità? Se sì, quali? 

Ricordo ancora i dischi per computer sopra l’armadio in camera di mio padre: 5 chili per 180.000 caratteri. Ricordo ancora le macchine per perforare le schede per “istruire un computer” al Centro di Calcolo dell’Università. Credo che questo significhi, oltre all’età, che il digitale mi ha influenzato ben prima della mia entrata nel mondo professionale. È un universo che ho cominciato a esplorare sin dai suoi esordi e ancora oggi, che indubbiamente mi ha permesso di abbreviare la dimensione spaziale, dandomi la possibilità di interagire con team geograficamente distribuiti senza dovermi spostare fisicamente, e la dimensione temporale, favorendo la libertà di scegliere quando lavorare oltre a concedermi la gestione di un numero di informazioni sempre più vasto. Non so cosa altro mi permetterà di fare in futuro.

 

2) Quest’anno DIGITALmeet ha scelto un logo verde per sottolineare il legame con la sostenibilità ambientale. In che modo il digitale può difendere l’ambiente? Quali progressi ci sono sotto questo aspetto? 

Grazie a un ripensamento di prodotti, modelli di business e filiere logistiche la cosiddetta Economia Circolare consente di raggiungere una serie di vantaggi come l’aumento dell’efficienza energetica, con l’estensione della vita utile di prodotti, componenti e materiali e con il recupero di un valore a fine ciclo: diversamente dal modello tradizionale, qui il concetto di “fine vita” semplicemente non esiste. L’Economia Circolare è in grado di creare valore mediante tre diverse modalità: aumento del tasso di utilizzo dei prodotti e la loro efficienza in generale, grazie all’erogazione di servizi avanzati in grado di spostare il focus dal consumo all’utilizzo; estendendo la vita utile di prodotti, componenti e materiali, attraverso l’erogazione di servizi di assistenza, riparazione e manutenzione; recuperandone a fine ciclo il valore residuo, grazie al ricondizionamento (recupero prodotti), al disassemblaggio e riassemblaggio (recupero componenti) e al riciclaggio (recupero materiali).

 

3) Il digitale è sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Quanto è diffusa questa consapevolezza? E quanto può incidere sulle nostre azioni?

In una giornata piovosa, i due monaci zen Tanzan ed Ekido stavano camminando lungo una strada molto fangosa. Passando vicino ad un villaggio incontrarono una giovane donna che cercava di attraversare la strada, ma c’era così tanto fango che avrebbe rovinato il suo bellissimo kimono di seta. Tanzan senza pensarci due volte la prese in braccio e la portò dall’altra parte. I monaci proseguirono in silenzio. Cinque ore dopo, nelle vicinanze del tempio che li avrebbe ospitati, Ekido non fu più capace di trattenersi. “Perché hai portato quella ragazza al di là della strada”. Tanzan gli rispose “Io ho deposto la ragazza a terra ore fa, tu la stai ancora portando.” In un modo simile al monaco della storia che ti ho appena raccontato molte persone non sono consapevoli di cosa accade nella loro vita quotidiana usando il digitale, delle azioni che fanno e di come esse condizionino in modo più o meno positivo le proprie scelte, decisioni e comportamenti quotidiani.

 

 


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