L’alfabetizzazione digitale e la sfida di Internetxtutti

3 Settembre 2026
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Articolo di Marco Camporese per la rubrica Digital4Sport

 

In Italia, secondo il rapporto Istat del 2025, la quota di persone con competenze digitali almeno di base è pari al 54,3% della popolazione nella fascia compresa tra i 16 e i 74 anni. Un dato lontano dall’obiettivo europeo, che punta a raggiungere l’80% entro il 2030.

In tema di alfabetizzazione digitale, il nostro Paese si posiziona al 19° posto su 27 Stati membri dell’Unione Europea.

Con il termine “alfabetizzazione digitale” si intende la capacità di saper utilizzare internet, media e social network in maniera consapevole e critica. Un’esigenza che riguarda soprattutto le persone della terza età, i giovanissimi e chi ha ancora difficoltà nell’utilizzo delle tecnologie.

Gianni Potti, imprenditore della comunicazione e del digitale, presidente della Fondazione Comunica e promotore dell’evento Digital Meet, sottolinea l’importanza di investire in questa abilità.

Presidente, i dati parlano chiaro: qual è la portata del problema e le sue soluzioni?

Il problema riguarda sia chi deve adottare nuove competenze digitali nel proprio posto di lavoro, per non essere escluso dal sistema produttivo, sia chi utilizza le competenze digitali nella quotidianità o per svago. Il progetto che, come Fondazione Comunica, proponiamo si chiama “Internetxtutti” e nasce per colmare il vuoto formativo evidenziato dai dati.

Il nostro lavoro ha l’obiettivo di far acquisire competenze digitali a tutti i cittadini, per renderli più competenti e consapevoli. Oggi siamo arrivati alla settima edizione. Quando abbiamo iniziato non sapevamo come avrebbe reagito il pubblico; l’ultimo evento che abbiamo organizzato a giugno di sabato mattina ha registrato il tutto esaurito.

Accanto all’interesse del pubblico ci voleva qualcuno che sposasse la causa, e un ringraziamento va a Gilberto Muraro, presidente della Fondazione Cariparo, che insieme al CONI Veneto ha sostenuto l’iniziativa.

Chi sono i principali fruitori di internet per tutti?

I corsi sono rivolti agli iscritti del CONI Veneto ma anche al resto della popolazione: si va dai dirigenti sportivi di 40-60 anni ai ragazzi più giovani.

I corsi sono gratuiti e specialistici. Digital Meet e Fondazione Comunica portano avanti questo lavoro da circa dieci anni, ed è davvero un’altra epoca. Quando siamo partiti, il termine “alfabetizzazione digitale” credo non comparisse neppure sullo Zingarelli.

Abbiamo iniziato scegliendo le province del Veneto, individuando in ognuna 4 o 5 luoghi capofila e organizzando corsi gratuiti insieme alla provincia per i cittadini di quella zona. Poi siamo arrivati alla realtà dello sport, che è una delle più evolute. Ci siamo mossi con lo stesso metodo su aree culturali diverse, con lo stesso obiettivo: fare in modo che anche la persona più anziana possa aprire lo smartphone e trovare informazioni basilari, come per esempio l’orario di un autobus.

Ognuno ha le proprie esigenze: c’è chi con noi scrive un romanzo, chi si guarda i gol della Serie A. L’uso più interessante resta quello di base, in cui ciascuno, partendo dai propri interessi personali, riesce a utilizzare internet, smartphone e social con spirito critico e consapevolezza.

Parlando di sport, c’è un episodio concreto di una società o di un dirigente che ha cambiato marcia in termini di comunicazione grazie a questi corsi?

Ci sono dirigenti e allenatori che avevano già una certa dimestichezza tecnologica e che, dopo il corso, hanno iniziato a lavorare con i droni. Nel calcio si usano tecnologie sempre più all’avanguardia, per esempio per capire come si muovono le squadre in campo e quanti metri percorrono i giocatori. Questi strumenti forniscono così tanti dati che molti allenatori, senza di essi, non riuscirebbero più a impostare un allenamento. È davvero un salto di qualità.

Quali abilità si consolidano per chi esce da questi corsi?

C’è chi fa i compiti a casa con il nipotino che lo aiuta a muoversi nel digitale. Se non sfruttato questo è diventato un fattore di esclusione sociale: se non sai usare almeno un minimo le tecnologie, resti fuori da tante cose. Basti pensare alla Carta d’Identità Elettronica (CIE), che fino all’altro giorno era affiancata dallo SPID. A breve, con la carta d’identità europea, si potranno fare davvero molte operazioni utili nella quotidianità.

Per chi partecipa, il corso è solo uno stimolo ad avvicinarsi al digitale, noi promuoviamo l’avvicinamento, poi ognuno proseguirà il proprio percorso con i docenti digital evangelist di “Internetxtutti”.

Per accedere ai corsi puoi iscriverti gratuitamente QUI